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APPELLO DI NAIROBI

mardi 19 juin 2007

A partire dalla Controversia di Valladolid, in tutte le epoche e sotto forme diverse i costruttori di imperi, gli schiavisti, i colonialisti, i capitalisti hanno preteso di giustificare le loro espropriazioni con argomenti naturalistici e sociologici, invocando il loro presunto sapere sull’« anima », la psiche e la cultura dei dominati.

Dalle teorie sulla supposta inferiorità biologica dei colonizzati alle congetture circa il desiderio d’essere colonizzati dei popoli vittime delle conquiste coloniali, questa strada arriva alle teorie della degenerazione che colpirebbe i proletari e gli oppressi, fino al razzismo culturalista e alle teorie che giustificano lo « scontro di civiltà ».

Ricordiamo le tesi scandalose della « Scuola psichiatrica di Algeri » che negli anni 1930-1950 diffusero l’idea del « primitivismo magrebino » e, alla stessa epoca, gli scritti di John Colin Carothers, il Direttore del Nairobi’s Mathari Mental Hospital, che in un rapporto per l’Organizzazione Mondiale della Salute descrive l’uomo africano come un europeo amputato del lobo frontale.

Dall’epoca della tratta dei neri fino alla colonizzazione, i popoli, soprattutto gli africani e i nativi delle Americhe, hanno pagato e pagano un pesante tributo a causa di queste fantasie « scientifiche » esiziali.

Oggi l’estensione del mercato a tutti gli aspetti della vita e della cultura alimenta le divisioni, le desimbolizzazioni, le gerarchie fra gli esseri umani basate sulla segregazione, il razzismo, la violenza.

Oggi alcuni aspetti di queste teorie, che giustificano forme di segregazione, di discriminazione, di razzismo, tornano ad essere ritenuti degni di dibattito e servono da supporto alle più varie politiche.

I sottoscritti, riuniti a Nairobi per il Forum sociale mondiale 2007,

- lanciano un appello alla vigilanza contro la banalizzazione della storia di queste teorie funeste e delle pratiche che esse hanno ispirato nel passato.

- s’impegnano a lottare perché scienze come la genetica o la psicologia sociale non vengano utilizzate ed invocate per coprire con una vernice dotta le attuali forme di segregazione degli esseri umani e la conseguente costruzione ideologica di gerarchie naturali fra le culture, al servizio dell’imperialismo.

- intendono legare questo impegno alla lotta generale verso tutto cio’ che contribuisce a creare apartheid e rapporti neocoloniali : l’urbanizzazione segregativa, l’ineguaglianza e la discriminazione, l’arroganza economica e culturale nelle relazioni internazionali.

- intendono mettere la dignità al primo posto nelle azioni, nei progetti, nelle speranze.

Contro un mondo in cui dominano la segregazione, la discriminazione, gli arresti domiciliari, le alienazioni, contro i muri che si innalzano laddove dovrebbero essere costruiti ponti, i sottoscritti proclamano che la costruzione di un mondo nuovo ha bisogno di far emergere nuovi soggetti universali.

Questa esigenza richiede all’insieme del movimento altermondialista la ricerca di alternative

Per i sottoscritti l’emancipazione umana è affare di giustizia, di uguaglianza, cioè di dignità.
La dignità degli uni non puo’ concepirsi senza la dignità di tutti.

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